Venezia e l’arte contemporanea africana: AKKA Project | Artist Residency

Elisabetta Roncati, Art Nomade, 14 November 2020
Nonostante le enormi difficoltà, legate al periodo che stiamo vivendo, AKKA Project è riuscita a dare il via alla seconda edizione del suo programma di residenze. Protagonista l’artista Kelechi Charles Nwaneri. 
Classe 1994, Kelechi Charles Nwaneri, giovane artista autodidatta nigeriano, non si è lasciato intimorire dalla situazione e, arrivato a Venezia agli inizi di ottobre, ha effettuato i 10 giorni di quarantena previsti per legge, prima di gettarsi a capofitto nella creazione. In realtà anche il vivere forzatamente nello stesso ambiente, evitando i contatti con l’esterno, fornisce alla persona la possibilità di misurarsi con una situazione foriera di ragionamenti introspettivi.
A scegliere questo artista è stato il team di AKKA Project, in particolare la sua co-fondatrice e vera anima del progetto, LidijaKhachatourian. Curatrice del Padiglione Nazionale del Mozambico alla Biennale di Venezia 2019, ha fatto della promozione dell’arte contemporanea africana la sua mission.
Un lavoro enorme, considerando la frammentarietà e vastità del continente, che AKKA Project porta avanti non solo nell’hub italiano, ma anche a Dubai e ben presto in Svizzera. Corollario digitale di tutto ciò è il sito www.artandaboutafrica.com, che vi avevo menzionato qui.
 
Oltre alla vastità dell’impresa bisogna aggiungere anche una buona dose di coraggio per comprendere il lavoro di AKKA Project. Infatti il team ha scelto di portare avanti  il “vero” lavoro del gallerista, di ricerca, di investimento, di scoperta, senza arroccarsi sulle difensive ed intraprendere la più facile via del “secondo” mercato. Ovvero occuparsi esclusivamente di compravendita di artisti già noti, posizione che sembra andare per la maggiore, complice anche i tempi non rosei e i costi fissi delle strutture da coprire.
AKKA Project rimane, invece, sulla sua posizione e per la seconda edizione di  “Residenza d’artista a Venezia” ha selezionato appunto Kelechi, giovane artista nigeriano, autodidatta, che è considerato una grande promessa nel panorama artistico contemporaneo.
Kelechi

Venezia e l’arte contemporanea africana AKKA Project Artist Residency  Kelechi Charles Nwaneri, “Portrait”.

 

Il suo lavoro mescola diverse correnti artistiche come il fotorealismo, il surrealismo ed il postmodernismo. I media utilizzati per esprimersi sono molti vari. Kelechi passa dalla matita all’acrilico, dal collage agli acquerelli, fino ad arrivare ai colori ad olio su carta o tela. Una delle caratteristiche distintive delle sue opere è l’uso dell’iconografia africana e della simbologia tribale nigeriana. Emblemi mistici ed allegorici, figure ibride umanoidi e le geometrie di Adinkra e Nsibidi, oltre a quelle dei tessuti africani Adire. I temi trattati sono, però, molto contemporanei: il cambiamento climatico, l’avvento dei social media, la simbiosi tra gli esseri umani e il loro ambiente.
La residenza, che si svolge nello Studio/Galleria di AKKA Project nel cuore culturale ed artistico di Venezia, durerà fino al 21 dicembre. Le opere saranno poi oggetto di un’esposizione.
 
AKKA Project | Venice Artist Residency”, giunta alla sua seconda edizione, ha lo scopo di sostenere gli artisti africani autodidatti e di creare nuovi punti di incontro ed interazione con il patrimonio artistico-culturale locale ed internazionale. Lo svolgimento del progetto prevede un programma diversificato, costruito in funzione delle attitudini, interessi e tecniche dell’artista residente. Vengono inoltre organizzati talk e workshop con maestranze locali. La durata massima della permanenza è di tre mesi.
Costituisce un ottimo messaggio per il mondo della cultura il fatto che si sia deciso di portare avanti l’edizione anche quest’anno, senza optare per un rinvio.
Anzi, l’attività di promozione non si è fermata virando sull’invio, tramite posta, della riproduzione di una delle creazioni di Kelechi Charles Nwaneri.
AKKA Project

Venezia e l’arte contemporanea africana AKKA Project Artist Residency  Kelechi Charles Nwaneri, “The tourist at the beach”.

 

Nel mentre lo spazio espositivo di AKKA, in Calle de la Verona, è stato occupato dal corpus di opere relativo alla prima edizione della residenza. Protagonista il mozambicano Rodrigo Mabunda. Il titolo della solo exhibition, che ha inaugurato il 25 ottobre, è “ENCICLOPE_DIA”. L’artista, infatti, si caratterizza per l’utilizzo di  scatole da imballaggio su cui disegna con penne biro forme, figure e soprattutto scene di vita quotidiana. Durante la residenza, che si è svolta a cavallo tra ottobre e novembre 2019, è stata anche avviata un’importante collaborazione con la Fondazione MoleskineRodrigo Mabunda ha creato un’opera con uno dei loro taccuini.
Il ritmo frenetico pre pandemia, Venezia affollata dai turisti in tutta la sua maestosità, ha profondamente affascinato il giovane artista mozambicano, nato nel 1985.
La serie, frutto della residenza e attualmente esposta da AKKA Project, è costituita da 15 opere, realizzate sui cofanetti dell’Enciclopedia Universale dell’Arte.
AKKA Project

Venezia e l’arte contemporanea africana AKKA Project Artist Residency  Rodrigo Mabunda, “ENCICLOPE_DIA”.

 
L’artista narratore ha vissuto e lavorato tra due culture diverse ed il risultato è un’indagine delle intersezioni tra il sé e l’altro. Nei suoi disegni l’intreccio onirico tra corpi, gondole, dipinti e opere monumentali, rivendica una volontà che va oltre la materialità dell’immagine. Le nozioni di luogo e identità diventano molto fluide.
Il risultato è avvincente: del resto alcune opere di Rodrigo Mabunda fanno già parte della collezione Pigozzi.
Personalmente non vedo l’ora di curiosare anche tra le creazioni che Kelechi Charles Nwaneri sta realizzando in questi giorni.
Vi assicuro che le soprese non mancheranno.