Mozambique: Exploring the In Between

Lobo di Lattice, 9 September 2019
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Nel prestigioso contesto della 58. Esposizione Internazionale d'Arte, Akka Project presenta l'ultima mostra della serie "MOZAMBIQUE: EXPLORING THE IN BETWEEN", un programma semestrale di mostre ed eventi creato per celebrare e scoprire la diversità e la ricchezza della cultura mozambicana, rafforzando la presenza del Padiglione Nazionale del Mozambico dal titolo "The past, The Present and The in between", il cui ritorno alla Biennale di Venezia dopo il debutto nel 2015 è promosso e curato da Akka Project. 
Con uno sguardo al passato più recente del Mozambico, la mostra fotografica cerca di rappresentare un'importante fase storica del Mozambico attraverso gli scatti della foto giornalista Moira Forjaz, che appartiene alla generazione di fotografi mozambicani e sudafricani il cui lavoro ha cambiato il modo in cui questi luoghi sono stati visti dal mondo. Inserendo il suo lavoro nel più ampio contesto del continente africano, la mostra apre un confronto dialogico con le straordinarie fotografie di Mohamed "Mo" Amin, figura emblematica di fama mondiale che ha saputo documentare la travagliata cronaca dell'Africa emergente del ventesimo secolo, assumendo spesso un ruolo fondamentale come testimone di eventi cruciali nella storia del continente. Attraverso una selezione di scatti in bianco e nero, la mostra si propone di guidare lo spettatore attraverso le realtà più marginali del Mozambico, dando voce a quelle storie silenziose e di ordine quotidiano per raccontare la vita della gente comune, mostrando la profonda bellezza e speranza che è possibile ritrovare nelle comunità dell'Africa orientale.
Come ha scritto Bruno Z'Graggen: "La fotografia mozambicana è un reportage fotografico che richiede impegno. Rappresenta le persone con rispetto e si concentra su di loro con dignità. Caratterizzata da empatia e precisione, racconta di mondi sfaccettati e denuncia l'ingiustizia. Comprende il periodo del 'tempo coloniale', gli anni '50, la guerra d'indipendenza e la separazione dal Portogallo nel 1975, la guerra civile, l'accordo di pace del 1992 e la partenza verso un futuro nuovo e più promettente. Il suo approccio la rende immune dal rischio di essere dirottata da potenti gruppi di interesse. È diventata un'autorità morale e contribuisce a creare un'identità nel Mozambico post- coloniale". 
Durante la serata inaugurale della mostra sarà presentato al pubblico veneziano il film documentario "Mo & Me", che verrà proiettato in una delle sale del Cinema Multisala Rossini.
Il film, della durata di 96 minuti, racconta la vita movimentata di Mohamed Amin attraverso gli occhi del figlio Salim Amin, la cui narrazione è sostenuta dalle immagini straordinarie provenienti dal vasto archivio di Amin. 
Diretto da Roger Mills, vincitore del premio per il miglior documentario al New York Independent Film and Video Festival 2006, "Mo & Me" è stato co-prodotto da Al Jazeera e Camerapix, una società quest’ultima nata nei primi anni '60 come piccolo negozio di fotografia di Mohamed Amin, diventando negli anni uno dei più rispettati riferimenti del foto giornalismo dell'Africa orientale. 
Dopo la morte di Mo Amin, avvenuta tragicamente nel 1996 mentre viaggiava su un aereo di linea etiope dirottato da terroristi e costretto a schiantarsi in prossimità delle Isole Comore, Salim Amin ha continuato a dirigere Camerapix, che è ora al suo 55° anno di attività e si conferma come una delle principali società di produzione africane. 
La mostra, curata da Lidija Kostic Khachatourian, si inserisce nel più ampio contesto del progetto Giving Voice, creato per valorizzare lo straordinario archivio di Mohamed Amin.
Inoltre, Salim è impegnato a rendere fruibile il vasto materiale fotografico e video del padre attraverso la sua catalogazione e la creazione di un programma curricolare per istituti universitari e ricercatori, in collaborazione e con il sostegno di Akka Project.